La Via di Fuga

Soltanto camminando ci si può salvare

Cronache dallo Stabat Mater

Sala Stabat Mater. Palazzo dell’Archiginnasio. Bologna.

L’autore entra nella stanza gremita, tutte le sedie sono occupate, molte persone in piedi.
Tante hanno il suo libro in mano.

E’ accolto dagli applausi, l’anellino al lobo sinistro brilla alla luce dei neon.
Si siede al centro del lungo tavolo. Alla sua sinistra prendono posto un assessore della città e il direttore di una nota fondazione artistica, quella che contribuisce all’organizzazione del concorso del quale ha vinto il primo premio, lo Strega. Alla sua destra siede invece un critico letterario.

Mentre l’assessore ringrazia e il direttore della fondazione sparge lodi, gli occhi dell’autore si muovono inquieti, scorrono il pubblico da destra a sinistra. A cosa pensa?
Si accarezza i baffi biondi. Noia, o forse un po’ di agitazione per l’essere lì che prova a trapelare. Continue reading

L’eroica. – Sicilia coast to coast

Li aspettano quasi trentacinque chilometri di asfalto.
P
artono da Mistretta all’alba, per avvantaggiarsi sulla strada che li attende con la protezione delle ombre lunghe del mattino.
Puntano verso Castel di Lucio, convinti di giungere al bivio per il paese e poi lasciarselo alle spalle.
Invece, per tutto il giorno non faranno altro che girargli attorno, incapaci di scrollarselo di dosso. Un’ossessione.

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Tre giorni dei Nebrodi. – Sicilia coast to coast

Prologo.

Una campana, piccola e lontana, batte i quarti d’ora. Per tutta la notte.
Escono dal paese da Porta Pugliese, dirigendosi verso il ponte sull’Alcantara, che risaliranno verso la sorgente, dove si trasformerà da placido fiume dall’ampio letto a vivace torrente.
Randazzo, dai vicoli elegantemente neri di lava, dorme. Dietro, la Grande Montagna si è già svegliata.
Entrano nel Parco dei Nebrodi, lo risalgono verso nord e ne escono a Floresta.
Da domani lo attraverseranno quasi in linea retta. Saranno necessari tre giorni per uscirne, e cento chilometri a piedi.

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Tentativo di summit al Mongibello

Ore 05:30.

La spedizione aggiusta gli zaini sulle spalle. La finestra meteo è ottimale, le condizioni per il tentativo di vetta sono propizie.

Inizia l’ascesa sulla grande Montagna. Il morale è alto, nessun intoppo all’orizzonte.

Hanno scelto la via Acmé (“il punto più alto”) che taglia la parete sud in due, retta e dalla pendenza che non lascia scampo. Ogni passo posato significa arretrare di mezzo, a causa della friabilità dello scuro terreno. Continue reading

Meno cinque. Catania-Palermo per le montagne

Lo zaino non è pronto.
L’essenziale che li accompagnerà occupa ogni spazio libero della casa.
Pavimento, tavoli, divano. Credenza e mobiletti.

L’itinerario viene controllato e ricontrollato.
Le  cartine iniziano a sgualcirsi. I sentieri rossi percorsi con l’indice, ancora una volta.
Modifiche dell’ultimo minuto si sono rese necessarie, alcuni punti tappa hanno riservato qualche sorpresa al cardiopalma.

A pochi giorni dalla partenza i chilometri da percorrere hanno già iniziato ad aumentare, come sospinti da volontà propria ad avvicinarsi sempre più alla quota quattrocento. Un numero che al contempo seduce e spaventa.

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