La Via di Fuga

Soltanto camminando ci si può salvare

Estate di San Martino

Il destino a volte è beffardo, si gira di scatto e ti osserva con un ghigno ambiguo sul volto, e sai che sta per prendersi gioco di te.

La ragazza ha passato una vita intera a scappare, ad allontanarsi da un passato in cui la realtà le tarpava le ali, densa come pece.
E’ fuggita lontano, lasciandosi alle spalle anni di reclusione in obblighi di monotonia. Sacrificando amicizie, tra le grida strozzate nel tentativo di scollarsi di dosso quel bollino dovuto alla provenienza, che la rendeva sempre qualcosa in meno, che la rendeva sempre qualcos’altro in più.
Un marchio a fuoco, impossibile da cancellare per quanti chilometri interponesse tra sé e il paese. Tra sé e quella montagna che si crede città, dove ha formato il suo intelletto e la sua persona in una fuga continua dentro libri e vite altrui, fingendo di essere altrove, agognando che, in verità, quel luogo nemmeno esistesse.

Mesi e anni passati a svicolare il ritorno, se non per poche ore, per un saluto veloce, senza un solo barlume di maliconia, senza mai un pentimento.
Se ne era andata. Era libera. Poteva finalmente esprimere il proprio essere, senza doverlo limitare a quello spazio stretto e angusto. Continue reading

HB Marie Curie

Parigi, Francia.

Un pomeriggio autunnale.
Le strade della città sono umide e imbiondite dalle foglie che cambiano colore.

Il Pantheon é gelido e spettrale, i marmi chiari in contrasto con i colori caldi della stagione.
Accanto all’altare una targa ricorda l’aviatore Antoine, il suo corpo mai più ritrovato, la sua vita sfumata dentro le ombre di un sogno, quello dove ha conosciuto un ragazzino biondo, possessore di un mantello e di un pianeta, fedele alla sua rosa ed ai suoi petali fragili. Continue reading

Cronache dallo Stabat Mater

Sala Stabat Mater. Palazzo dell’Archiginnasio. Bologna.

L’autore entra nella stanza gremita, tutte le sedie sono occupate, molte persone in piedi.
Tante hanno il suo libro in mano.

E’ accolto dagli applausi, l’anellino al lobo sinistro brilla alla luce dei neon.
Si siede al centro del lungo tavolo. Alla sua sinistra prendono posto un assessore della città e il direttore di una nota fondazione artistica, quella che contribuisce all’organizzazione del concorso del quale ha vinto il primo premio, lo Strega. Alla sua destra siede invece un critico letterario.

Mentre l’assessore ringrazia e il direttore della fondazione sparge lodi, gli occhi dell’autore si muovono inquieti, scorrono il pubblico da destra a sinistra. A cosa pensa?
Si accarezza i baffi biondi. Noia, o forse un po’ di agitazione per l’essere lì che prova a trapelare. Continue reading

L’eroica. – Sicilia coast to coast

Li aspettano quasi trentacinque chilometri di asfalto.
P
artono da Mistretta all’alba, per avvantaggiarsi sulla strada che li attende con la protezione delle ombre lunghe del mattino.
Puntano verso Castel di Lucio, convinti di giungere al bivio per il paese e poi lasciarselo alle spalle.
Invece, per tutto il giorno non faranno altro che girargli attorno, incapaci di scrollarselo di dosso. Un’ossessione.

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Tre giorni dei Nebrodi. – Sicilia coast to coast

Prologo.

Una campana, piccola e lontana, batte i quarti d’ora. Per tutta la notte.
Escono dal paese da Porta Pugliese, dirigendosi verso il ponte sull’Alcantara, che risaliranno verso la sorgente, dove si trasformerà da placido fiume dall’ampio letto a vivace torrente.
Randazzo, dai vicoli elegantemente neri di lava, dorme. Dietro, la Grande Montagna si è già svegliata.
Entrano nel Parco dei Nebrodi, lo risalgono verso nord e ne escono a Floresta.
Da domani lo attraverseranno quasi in linea retta. Saranno necessari tre giorni per uscirne, e cento chilometri a piedi.

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