Difficile.

E’ stato difficile raccontare delle Alpi Apuane, perchè sono le montagne che più di tutte sanno contemporaneamente conquistare il cuore con la loro asperità, ma anche straziarlo per la distruzione che gli esseri umani portano a quelle vette.

E’ stato davvero difficile riassumere quei sei giorni di cammino lento tra i picchi aguzzi e le rocce candide, i paesaggi assaporati poco alla volta, i pomeriggi con le braccia intrecciate dietro la nuca a contemplare le vette attorno. E contemporaneamente descrivere quei sei giorni di dolore dovuti allo scempio delle cave, il senso di sconforto e frustazione degli abitanti del luogo, che vedono ingiustizie nel trattamento degli appalti, maggior tutela verso le multinazionali rispetto a quella data alla natura ed alle persone.

Difficile.

Difficile è stato anche parlare degli incontri fatti su queste montagne, quelli casuali e quelli organizzati.

Difficile è spiegare l’emozione che si prova nel ritrovare due amici visti l’ultima volta due anni prima, o quella provata nel conoscere due ragazzi che condividono i tuoi stessi ideali, di cui hai letto sui giornali e che hai ammirato, senza sapere che recandoti nel tal luogo li avresti potuti incontrare.

Difficile è confrontarti con chi ha avuto il coraggio di scegliere di seguire alcuni percorsi, a certi bivi. Un coraggio che tu forse non avrai mai.

Difficile è convertire le emozioni in parola, limitandole a poche semplici frasi.
Vanno raccontate a voce, e forse nemmeno così sarà possibile trasmetterne la pienezza e la profondità.

Le Alpi Apuane, vanno camminate.

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