Le montagne irripetibili.

Le Apuane sono montagne scoperte tardi, dopo una vita trascorsa in Appennino.

Il primo approccio tra lei e loro non è stato certo idilliaco, i primi passi posati su quelle rocce candide sono stati respinti con durezza, una tempesta in atto, un dirupo pronto ad accogliere le sue membra inermi, attratte con forza incontrollabile verso il basso, come fosse quella la naturale conclusione del primo incontro.
Però raggiunta la vetta, allontanatesi le nubi, ha potuto apprezzare quale segreto davvero conservano quelle montagne, dietro alla parvenza aspra e acuminata.
Un mondo di scoperta, che costringe ad affrontare le proprie paure, ad acquisire dimestichezza con la roccia e la verticalità.
Vi sono meraviglia, contraddizione e luce.

Se ne è innamorata. Perdutamente.

E’ discesa dalle vette abbandonando un pezzettino del suo già piccolo cuore lì, protetto dalle rocce.
E periodicamente deve tornare a prendersene cura.

Ma oltre la bellezza che la loro natura riserva, c’è anche un mondo di orrore dovuto allo sfruttamento cannibale, senza rispetto alcuno per storia e memoria dei luoghi.
Sempre più spesso, da quelle montagne, si staccano enormi blocchi candidi incandescenti di dolore.
Il ritorno in Apuane diventa quindi nuova necessità, nonostante il sale sulla ferita bruci.
Lei prova a lenire lo spasimo accarezzando i luoghi, e da essi lasciandosi accarezzare.

Le ha attraversate da Nord a Sud, da dove il calcare metamorfico regna sovrano, e la mano degli uomini cade pesante, a dove, per fortuna dei luoghi, di marmo non ce ne è, e la montagna preserva la sua natura selvaggia pressoché immutata.
Ha calpestato ravaneti con il cuore pesante, superato montagne senza vetta, ridotte ad un groviera di gallerie, sudato malumore abbagliata dal bianco, inghiottito marmettola sollevata dal vento.
Il mare, costantemente, ad osservarla dal basso.

Ora, su quelle montagne, vogliono riaprire una cava dismessa, per amplificare l’orrore, e vogliono rilasciare nuove concessioni, assecondando la violenza anzichè limitarla.
Senza curarsi delle esigenze di fauna e flora.
Senza pensare al desiderio degli uomini che su quelle montagne irripetibili vivono e amano.

Il 4 gennaio 2020, in Piazza De Gasperi a Massa, il T.A.M. del C.A.I. di Massa organizzerà una manifestazione per ricordare che serve fermare l’avanzata dello sfruttamento e del disastro.

Doveroso è esserci.
Per amore.


Il titolo di questo post è liberamente ispirato alla guida agli itinerari escursionistici del Parco delle Alpi Apuane di Giorgio Perna e Fabrizio Girolami “Le montagne irripetibili”.

Una risposta a “Le montagne irripetibili.”

  1. Alberto Grossi dice: Rispondi

    C’è poco da commentare; qui bisogna partecipare per far comprendere che le montagne sono patrimonio di tutti, anche di coloro che non sono ancora presenti, per far capire che da lì nasce l’acqua che dà la vita e affermare che questo bene è un “diritto umano fondamentale e universale” superiore a qualsiasi altro diritto, perfino quello del lavoro. Ci aspettiamo un grande contributo da parte di tutti gli umani di buona volontà.

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