San Isidro.

San Isidro, il patrono della città.

I bambini vi vestono da “chulapos”.
Le donne pongono fiori rossi tra i capelli, e li tengono fermi con un fazzoletto bianco legato sotto il mento.
Gli uomini non rinunciano alla parpusa, un copricapo madrileno simile alla coppola, ed al gilet dello stesso colore. Lanciandosi nelle danze tipiche ovunque si trovino, dalle piazze ai vagoni della metro.

Le strade sono letteralmente invase di persone, e le attività da poter fare sono le più disparate.

La Pradera, una sagra che si sviluppa all’interno di un intero parco pubblico, dove le scene ruspanti ed anacronistiche si accostano a bambine che regalano fiori nei loro vestiti a pois.

Il jazz in Plaza de los Carros di prima mattina richiama una folla variegata, di tutte le età.
Bambini e mamme ballano senza vergogna nelle prime file, anziane signore salutano musicisti nipoti di qualcun altro.
Sempre a La Latina per aiutare il caldo del giorno scivolare via ed accogliere la notte, si trovano “minis” di birra e sangria da un litro, da accompagnare ai panini con i calamari fritti.

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Majareta Brass Band

Il Matadero è invaso di stands che offrono birra e vino e street food da tutto il mondo, mentre le placide note della Cumba colombiana ti cullano nel sole cocente, e coppie di giovani dai pantaloni indiani provano i passi appena imparati.

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I concerti si sprecano: dal violinista armeno ai gruppi rock di trent’anni fa, dalla cantante lirica ai giovani cantanti pop usciti da un talent show.
Per finire, i fuochi di artificio sul lago del Parque de Retiro.

Per tre giorni persone di tutte le età si scambiano stralci di vita, condividendo le stesse esperienze da una diversa età.

Madrid, l’eterogeneità.

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