B de Bici.

Il Matadero, come sempre, richiama una popolazione eterogenea.

Ragazzi di tutte le età e con differenti esemplari di barba, famiglie con bambini, signori maturi solitari.
Tutti hanno sfoderato le loro biciclette, dalle più antiche e colorate a quelle moderne e tecniche, ed hanno attraversato stradoni e vicoli per recarsi al FestiBal, con B de Bici.

Un’intera giornata dedicata alla possibilità di spostarsi per la città in bicicletta, iniziando da sezioni di riparazione e baratto di un ciclo vecchio per uno nuovo, per finire ad essere ritratti sui propri cavalli di metallo, in risposta al ‘Madrid no es para las bicis’ di Nacho Padilla, creativo pubblicitario.
A pochi passi, Madrid Rio, sulle cui piste ciclabili si possono provare le scatto fisso d’epoca con i loro sellini di cuoio e le mountain bike ultraleggere.

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Bambini liberi di correre e fare le sgommate.
Una ragazza in bianco che effettua un concerto di sola chitarra e voce sotto il cielo terso delle tre del pomeriggio. Tre ragazzi si cimentano in uno stacchetto improvvisato, degno di Raffaella Carrà.
35 gradi, asfalto bollente. Ma in fondo, basta un tinto de verano per acclimatarsi.
Seduta all’ombra, ascoltando il vociare cadenzato degli spagnoli, tutto attorno a lei.
Li osserva da fuori, incuriosita. Cercando di capirli.

Un francese perfettamente castigliano realizza e vende guide e mappe per chi vuole vivere la Spagna in bicicletta.
Cerca di convincerla a convertirsi ad un mezzo di trasporto che permetta di coprire 120 km in un giorno solo, non in quattro.

Una libreria che si occupa solamente di libri di ciclismo, gestita da un Mangiafuoco dallo sguardo buono, le chiede se conosce Dino Buzzati, cronista al Giro d’Italia nel ‘49.

Chiacchiere europee immerse nell’infinità della luce rosso mattone.

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