Diari dell’Est.

Due ragazzi e un Maggiolone.

Un viaggio non troppo lontano da casa, alla scoperta di quello che c’è poco più a Est.
Attraverso Austria, Slovacchia, Ungheria, Croazia e Slovenia.
Passando varie volte il confine in una serpentina tra le frontiere.

Per prima, la verde e signorile Bratislava, fiera della sua potente fortezza sulla collina, che ha saputo resistere alla fine di molti imperi.

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Il Danubio.
Confine naturale, si lascia inseguire per una manciata di chilometri. Sussurra le sue storie ad ogni ponte, in ogni insenatura.
Attraversano campagne anacronistiche, dove il tempo sembra essersi fermato ad un’antica epoca rurale. Strade sterrate, bianche di polvere sottile.

Il Lago Balaton, mare dolce dell’Ungheria, li aspetta dopo una curva e li accoglie a braccia aperte. Un temporale estivo scatena tutta la sua furia.

In Croazia li sorprendono le foreste. Verdissime e fitte.
Vi si nascondono manieri ed animali mitologici. Ponti di pietra dove gli innamorati si davano appuntamento.

E Zagabria, una capitale che ancora conserva alcuni segni di quella guerra tra fratelli, incapace di dimenticare.

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Lubiana ed i suoi tre ponti.
Pulita, ordinata. Piena di fiori.
Una nemica che ha saputo perdonare e accoglie con chiacchere festose.

Si congedano, onorando un Robin Hood appena appena più basso e rock presso il Castello di Predjama. E tornano a casa.

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