I ribelli della montagna. – Linea Gotica 1945-2015

Il cammino è giunto al termine.
La strada è rimasta alle loro spalle.
Trecentosessantadue chilometri di sentieri, crinali, boschi, strade bianche ed asfalto.
Percorsi una accanto all’altro, spesso in silenzio, a volte tra scherzi e risate.
Supportandosi in ogni momento, quando la fatica era troppa, quando spuntava un piccolo, nuovo, problema fisico o logistico.
Provando a non distrarsi troppo da quello che voleva essere il senso del viaggio: l’ascoltare i ricordi del suolo che fu devastato dalle bombe ed ancora ne porta i segni nei camminamenti e nelle foxhole, prestare la dovuta attenzione al fruscio degli ultimi aliti di vita di chi la guerra la ha subita, il cui sangue ha inscurito la terra.

Alta Via dei Parchi. Linea di confine.

Camminando hanno imparato molte cose, sia a livello storico, sia, soprattutto, umano.
E quella che, dal primo all’ultimo giorno, più di tutte li ha lasciati stupiti è stata la presenza nelle piccole realtà territoriali di persone meravigliose, che mettono tutto il loro impegno e la loro passione nella salvaguardia di monumenti più o meno valorizzati, e nella trasmissione della Memoria, per donarla alle nuove generazioni, per garantire anche a chi non c’era la conoscenza di ciò che è la Nostra Storia.
Nella speranza possa aiutare ad impedire che si ripeta.

Monte Calderaro.

Assieme a questo impegno, le dimostrazioni di entusiasmo sono state infinite, dal primo all’ultimo giorno.
Attraverso l’accoglienza in bicicletta al limitare del paese, l’affidamento delle chiavi del rifugio, gli abbracci nonostante il caratteristico odore di otto ore di cammino consecutive sulla pelle, la curiosità, la guida nei territori, l’apertura dei musei, il raggiungerli ai confini del bosco, le interviste tramite etere, i racconti.

Sant’Alberto di Ravenna.

Tornano a casa, dopo avere attraversato l’Italia da mare a mare.
Faticando, prima, per lasciarselo alle spalle e, poi, per scorgerlo una volta ancora di fronte a loro.
Celebrando ogni chilometro percorso dai patrioti prima di loro.
Dai ribelli della montagna e della pianura.

Non potranno mai dimenticare nessuno dei sorrisi incontrati durante il cammino.

Isola degli Spinaroni.

Grazie a:
Piercarlo, Giuseppe, Flavio, Gianni, Angela, Umberto, Ermanno,
Mauro e Radicchio, Giulia e Pasquale,
il signore della Seicento bianca,
quattro cittadini di Lupinaia, due ragazzi e un cane,
Giorgio, Imma, Tatiana, Ilaria, i due ragazzi nel tavolo accanto,
i gestori dell’Albergo Sport,
Simone e Laura, Francesco e Michele,
Fabrizia, Luisa e Sofia, Francesco, Ivan,
Carmen, Clara e Maurizio, Giancarlo, Giorgio, Giancarlo,
Serena, Claudia, Clara, Carlo e Davidino, Marzia,
Elena, Luca,
Marco, Oscar e Valentina,
Umberto e Patrizia, Riccardo, Francesco, Gildo e Silva,
Fausto, Giovanna e Sergio, Ennio, Mattia e Sara, Fausto, Davide,
nucleo di anziani dubbiosi di San Giorgio in Vezzano,
Ilyass, il palestrato di Lugo,
Ivan, Paolo, Ivano, Bruna, Max, Sofia, Dover e tutti gli altri di Sant’Alberto.

Il cippo del Cinquale. Il mattino della partenza.

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6 risposte a “I ribelli della montagna. – Linea Gotica 1945-2015”

  1. “La soddisfazione di farcela sulle proprie gambe, arrivando allo stremo, con te, è immensa.”

    Grazie a te M. .

  2. Sono stata in pensiero, ho camminato con voi con il pensiero e la voglia, ma ero sicura che ce l’avreste fatta. La vostra gioia è anche la mia. Un abbraccio.

  3. Patrizia Piana dice: Rispondi

    Incontrarvi è stato emozionante!!!

    1. Cari Umberto e Patrizia, anche per noi è stata un’emozione unica avere l’opportunità di conoscervi.
      Vi abbiamo disturbati alle nove del mattino e ci avete accolti, sommergendoci con la vostra carica di entusiasmo, e donandoci storie incantevoli…

  4. Umberto Magnani dice: Rispondi

    Spero di incontrarvi di nuovo in grotta!

    1. …di cui non siamo mai sazi!
      Tanto che abbiamo intenzione di venirvi a trovare molto molto presto… mi sa che oggi pomeriggio vi chiamiamo!

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