Domenica.

Domenica mattina, Madrid.
Una giornata autunnale, molto simile a quella primaverile in cui arrivò.
Un addio in trekking urbano, con sneakers e jeans.
Circa quindici chilometri tra Cuatro Caminos, Plaza de España, Madrid Rio e il Matadero. Con un’amica nuova, appena conosciuta e già salutata.
Un arrivederci sfiorato ai luoghi, confuso tra le chiacchiere. I passi a toccare il selciato per un’ultima volta, almeno per un po’. Con la promessa di tornare.

Giornata di saluti.
Le è stato chiesto come si fosse accorta che le piacesse camminare.
A questa domanda non sa dare risposta, e probabilmente non saprà farlo mai.
Le è venuto naturale. Un istinto primitivo che, un giorno, la ha richiamata e la ha spinta ad andare in cerca della pace tra il verde degli alberi. Ma anche tra i vicoli delle città, e durante le notti tinte di giallo.
Per quante siano le preoccupazioni, camminare la svuota. Rende più leggera l’anima.

Non c’era maniera migliore per congedarsi da questa città che camminando, appunto.
Sette mesi fa la ha accolta, con le sue strade ampie, gli alti palazzi, gli scorci irreali, le chiese luminose e quelle buie. La Sierra e il deserto.
La ha guidata in una riscoperta di sé, lungo un percorso sconosciuto, ma ogni giorno sorprendente.
Sarà difficile la lontananza dai quartieri, dai parchi. E dalle persone.

Ora, però, torna a Casa.

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Grazie, Giovanna.

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