La cura. – Via degli Dei in quattro tempi – Secondo tempo


Secondo tempo

Prima notte di temporali.
Due, in rapida successione.
Ascoltano i tuoni prima avvicinarsi e poi allontanarsi.
Fissano il cielo attraverso i vetri, nero come pece, cercando di convincere con la sola forza della pensiero le nuvole a fermare il loro pianto.

La pioggia mette alla prova.
Obbliga il fisico alle condizioni avverse, sforzandolo all’inverosimile nel cammino nel fango.
Mette alla prova i nervi, slabrandoli con il suo costante picchiettare, facendoli marcire di buio e ripetizione.
E, infine, annienta la psiche, abbattendo l’umore e creando malumori.
La pioggia è il male.
Ma si cammina ugualmente. Testardi e tenaci.

Si inerpicano verso Monzuno, protetti dalla mole boscosa di Monte Adone alle loro spalle, camminando al centro della carreggiata, ed appena spiove restano ovattati tra le nubi, avvolti dalle minuscole goccioline che li rendono invisibili, potendo vedere poco oltre i loro stessi piedi.
Raggiunto l’incrocio con quello che fu, quasi settant’anni prima, il fronte invernale della Linea Gotica a Monterumici, dove il sole finalmente si solletica con giochi di luce tra gli alberi.
Della nostra storia, del nostro antico coraggio, sono rimasti quattro metri di sentiero non stuprati dall’asfalto.

Superando il crinale di una frana raggiungono il paese di Monzuno, da cui la strada riprende nuovamente a salire, come un serpente di ghiaia che riposa nel verde.
Sei chilometri difficili, finalmente nel sole, ma erti e dissestati.
Nella conquista del  bosco, il fango e i pietroni bagnati dalla recente pioggia li spingono indietro, ma raggiunta la cima della collina, la fatica viene ripagata dalla vista mozzafiato: più e più vette si dispiegano attorno, mentre cumuli bassi vi scorrono in mezzo, cercando di invogliarle a lasciarsi conquistare.

Pranzano nel silenzio del bosco, asciugandosi sotto i raggi di un’estate ormai quasi autunno. Comprendendo, mai come prima di allora, l’importanza del cibo per il corpo umano, energia solida tramutata quasi istantaneamente in forza.
Conquistata con una dolce salita la croce di Monte Galletto, si dedicano alla discesa su Madonna dei Fornelli, tra fattorie e pale eoliche.

Il ristoro dell’American Bar dove gli Spritz sono ai minimi storici, è la degna conclusione di una tappa intermedia, di media difficoltà e media soddisfazione.

Share and Enjoy !

0Shares
0 0

Lascia un commento