Scriba.

Bologna, immersa nella nebbia novembrina.
Per un intero fine settimana si colora degli eventi di Scriba, il festival della scrittura. Che quest’anno ha come tema il viaggio.

Tra le pareti del Tempio, la Libreria (Coop) Zanichelli, tra quegli stessi scaffali che quasi quotidianamente Giosuè Carducci accarezzava, si sono tenuti la maggior parte degli incontri.

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I taccuini ibridi di Simonetta Cappecchi, intrappolano i suoi disegni in tempo reale, acquerelli di vita.
Le immagini mescolate alle parole, il testo mimetizzato tra le forme.
Un disegno per ricordare, l’autopubblicazione del proprio libro, dove anche la copertina diventa arte.
Opere uniche, quasi sempre private, da poco svelate al mondo.

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Disegno di Simona per DOVE Viaggi.

Dall’importanza del tipo di carta dei taccuini e della penna usata, sempre la stessa, ai tabelloni degli orari dei bus, questi mezzi quasi totalmente dimenticati dai più, anacronistici e, è risaputo, inesorabilmente lenti.
Un esperto di vie traverse. Paolo Merlini, che seduto sui sedili di ciniglia di autobus extraurbani va alla scoperta di paesi e scorci remoti, di quell’Italia che molti non ricordano più.
Senza fretta, godendosi il paesaggio fuori dal finestrino.

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Bus d’epoca (foto di Paolo Merlini)

La bussola e l’orienteering.
Paolo Cervigni e Vittorio Ramponi raccontano il mestiere di scrivere guide escursionistiche e l’arte rinchiusa in una carta da orientamento.
Un artigiano, il primo, un direttore di orchestra delle immagini, il secondo.
Creatori di mappe, scrittori di ciò che non si scrive bensì si descrive, e che l’escursionista, sapientemente, legge. E vi si appiglia.
Aneddoti delle strade di Pechino e di ideogrammi geografici.
Guide che diventano la Bibbia del Viandante, attraversando le generazioni. E mappe che descrivono colui che vi poserà gli occhi sopra, che tra le curve di livello cercherà le quote giuste, e il Sentiero che saprà guidare alla meta, qualunque essa sia.

Paolo e Vittorio, a tavola, descrivono sentieri sulle tovaglie di carta.
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 Paolo e Vittorio, a tavola, descrivono sentieri sulle tovaglie di carta.

A Paolo Cervigni.
Galeotta fu la guida, e chi la scrisse.

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