La cura. – Via degli Dei in quattro tempi – Terzo tempo

Terzo tempo

Giungono nuovamente le sei del mattino, nuovamente gli zaini in spalla ed i piedi in moto.
C’è della naturalezza nell’alzarci col buio e vedere l’alba sorgere e il mondo svegliarsi assieme a noi. Un ritmo biologico innato.

La terza è una tappa di salita fino al Passo della Futa e discesa poi verso Passo dell’Osteria Bruciata e Monte Alto, dove passeremo la notte in tenda.
L’unico suono che ci ha accompagnato per tutto il giorno è stato lo “sgnack sgnack” dei nostri passi nel fango (e qualche imprecazione più o meno sporadica…), persi tra la nebulosa che, come sempre, avvolge la foresta.

I fantasmi, sentinelle della nebbia.
Nascosti tra gli alberi difendono la loro foresta, non lasciano entrare nessuno.

I viandanti si perdono, immergendosi ad ogni passo nell’aria lattea.
Odore lieve, di goccioline di acqua leggere, che bagnano i corpi e i vestiti. Inumidiscono le anime.

Ci ha rallentati, il fango, e con lui i tronchi tagliati da boscaioli inappetenti, riversi per un paio di chilometri sul sentiero.
E’ stata anche una tappa sfortunata, dove abbiamo accumulato stanchezza senza possibilità di ristoro, a corto d’acqua e con un nuovo temporale sempre in agguato un passo dietro a noi.

Camminiamo nel quasi completo in silenzio, il fiato spezzato dalla salita, ognuno perso dentro la propria fatica, a fare i conti con i propri limiti, quelli che non si immaginava di avere.
A fine tappa le gambe sono diventate di legno, le caviglie urlano pietà, e il suolo bagnato coperto di foglie morte e rametti non è certo il giaciglio migliore.

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In tutti i cammini ci sono giornate facili e giornate difficili. E questa senza dubbio è stata la peggiore di tutte. Ma siamo a metà, e andare avanti, armati di orgoglio, è l’unica alternativa che siamo disposti ad accettare.

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VdD – Primo tempo

VdD – Secondo tempo

VdD – Quarto tempo