Lo zaino non è pronto.
L’essenziale che li accompagnerà occupa ogni spazio libero della casa.
Pavimento, tavoli, divano. Credenza e mobiletti.

L’itinerario viene controllato e ricontrollato.
Le  cartine iniziano a sgualcirsi. I sentieri rossi percorsi con l’indice, ancora una volta.
Modifiche dell’ultimo minuto si sono rese necessarie, alcuni punti tappa hanno riservato qualche sorpresa al cardiopalma.

A pochi giorni dalla partenza i chilometri da percorrere hanno già iniziato ad aumentare, come sospinti da volontà propria ad avvicinarsi sempre più alla quota quattrocento. Un numero che al contempo seduce e spaventa.

Le ginocchia cigolano, si scoprono piccoli dolori che fino a ieri non c’erano.

La gestione del caldo impensierisce, la pelle chiara si brucia così facilmente. La Città li ha allenati all’insistenza del sole, prima di ripiegare sull’umidità e la pioggia.
Le preoccupazioni vengono annegate in un liquido ambrato. La fiducia riposta nella Strada.

 

Mancano cinque giorni alla partenza.
A modo suo, è quasi tutto pronto.

 

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“E’ rimasta, questa differenza, nel carattere della gente:
quello dei siciliani d’oriente portato a una luminosa, trascinante cordialità,
a differenza dei siciliani d’occidente, più diffidenti e chiusi.”
(Sicilia la fabbrica del mito, Matteo Collura)

Sarà davvero così?