Parigi, Francia.

Un pomeriggio autunnale.
Le strade della città sono umide e imbiondite dalle foglie che cambiano colore.

Il Pantheon é gelido e spettrale, i marmi chiari in contrasto con i colori caldi della stagione.
Accanto all’altare una targa ricorda l’aviatore Antoine, il suo corpo mai più ritrovato, la sua vita sfumata dentro le ombre di un sogno, quello dove ha conosciuto un ragazzino biondo, possessore di un mantello e di un pianeta, fedele alla sua rosa ed ai suoi petali fragili.Nella cripta riposano molti pensatori ed accademici.
In una piccola cella, illuminata dal chiarore tremolante di una singola candela, c’é Marie, protetta da una lapide semplice, accanto a Pierre, l’amore della vita.
La bandiera della Polonia, e una rosa rossa sono gli unici arredi a contrastare la purezza candida del luogo.

 

Sul volto della ragazza, le lacrime scorrono copiose.
Profondamente scossa dall’incontro con un’eroina, con la più grande aspirazione del divenire, seppur irrealizzabile.

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7 novembre 1867.
Buon compleanno, Marie.