Madrid, quattro anni dopo.

I vicoli chiari e luminosi alle prime luci del giorno, quando ancora Los Gatos devono rientrare dalla notte precedente, attardandosi per finire l’ultimo bicchiere o per fare colazione prima del riposo.

Qui, la ragazza cammina.
In compagnia soltanto di se stessa, come allora.
Con le mani in tasca, il passo veloce, lo sguardo che corre sui bordi dei palazzi e sul dorso delle panchine vuote.
Sui ciliegi dell’Opera, sui banchi del mercato, sui ciottoli di Plaza Dos De Mayo.
Sfiorando i confini della città dove ha lasciato il cuore.
La città dove tutto ha avuto inizio.
Dove ha deciso di rivalutare ogni passo compiuto fino a quel momento, mettendo in discussione quelle che, fino ad allora, erano state le sue priorità.

La città in cui ha deciso che valeva la pena scegliere la felicità.

E’ giunto il momento, per lei, di ricominciare ad inseguire i sogni.


“Se andate a letto la sera a Madrid passate per originale.
A Madrid nessuno va a letto prima di avere ucciso la notte.”

(Ernest Hemingway)