La Via di Fuga

Soltanto camminando ci si può salvare

Category: Passi Avanti (page 1 of 9)

Gargantua e la Grande Becca – Tor de Geants

Narrano le storie scritte da François Rabelais, che Gargantua fosse un gigante buono, dalla fame insaziabile, approdato in Valle d’Aosta dalla Savoia, e lì stabilitosi.

Arrivò nella valle al tempo della grande prosperità, quando nei ruscelli scorreva il latte per nutrire gli agnelli, i pastori potevano fermarsi in altura fino a Natale e il male era un castigo sconosciuto.
Era un gigante burlone, e si divertiva a forare montagne, ad appianare nuove valli puntellandole poi di dolci colline, facendo ridere a crepapelle gli abitanti della zona.
Nei pomeriggi tiepidi aiutava i valligiani a pigiare l’uva, con l’ausilio di un solo grande dito.
Alla bisogna recuperava animali intrappolati nei burroni, e raccontava le sue tante avventure ai bambini per farli divertire.
Per dissetarsi dopo tanto lavoro si chinava sulla Dora, in equilibrio tra due cime, e ne traeva grandi sorsi.
Gli piaceva, poi, fermarsi a guardare le nuvole scorrere.

Ma Gargantua era anche un gigante curioso ed esploratore dal passato itinerante, e un giorno di fronte a un tramonto infuocato, riapparse in lui il bisogno di mettersi in viaggio verso terre lontane, nonostante per questo dovesse abbandonare quel posto tanto pacifico.
Il tarlo della scoperta lo divorava, oramai il confine di quelle creste doveva essere superato per guardare al di là della valle amica, seppur lasciando aperto lo spiraglio di un ritorno.

Partì prima del sorgere del sole, diretto al grande massiccio che sovrastava la valle.
A ridosso delle rupi che bloccavano l’orizzonte, con fare deciso posò il piede su un ghiacciaio, intenzionato a usarlo come fossero scalini.
Un piede dopo l’altro, il suo enorme peso immane fece franare la roccia coperta dalla coltre ghiacciata.
Gargantua, cadendo, si trovò a gambe divaricate poggiato su quello che rimaneva del muro di montagne, una vetta a forma piramidale: il Cervino, la Grande Becca.

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#lahoneymoonalternativa

#tordegeants

#menosettanta

Cronache dallo Stabat Mater

Sala Stabat Mater. Palazzo dell’Archiginnasio. Bologna.

L’autore entra nella stanza gremita, tutte le sedie sono occupate, molte persone in piedi.
Tante hanno il suo libro in mano.

E’ accolto dagli applausi, l’anellino al lobo sinistro brilla alla luce dei neon.
Si siede al centro del lungo tavolo. Alla sua sinistra prendono posto un assessore della città e il direttore di una nota fondazione artistica, quella che contribuisce all’organizzazione del concorso del quale ha vinto il primo premio, lo Strega. Alla sua destra siede invece un critico letterario.

Mentre l’assessore ringrazia e il direttore della fondazione sparge lodi, gli occhi dell’autore si muovono inquieti, scorrono il pubblico da destra a sinistra. A cosa pensa?
Si accarezza i baffi biondi. Noia, o forse un po’ di agitazione per l’essere lì che prova a trapelare. Continue reading

Tentativo di summit al Mongibello

Ore 05:30.

La spedizione aggiusta gli zaini sulle spalle. La finestra meteo è ottimale, le condizioni per il tentativo di vetta sono propizie.

Inizia l’ascesa sulla grande Montagna. Il morale è alto, nessun intoppo all’orizzonte.

Hanno scelto la via Acmé (“il punto più alto”) che taglia la parete sud in due, retta e dalla pendenza che non lascia scampo. Ogni passo posato significa arretrare di mezzo, a causa della friabilità dello scuro terreno. Continue reading

Meno cinque. Catania-Palermo per le montagne

Lo zaino non è pronto.
L’essenziale che li accompagnerà occupa ogni spazio libero della casa.
Pavimento, tavoli, divano. Credenza e mobiletti.

L’itinerario viene controllato e ricontrollato.
Le  cartine iniziano a sgualcirsi. I sentieri rossi percorsi con l’indice, ancora una volta.
Modifiche dell’ultimo minuto si sono rese necessarie, alcuni punti tappa hanno riservato qualche sorpresa al cardiopalma.

A pochi giorni dalla partenza i chilometri da percorrere hanno già iniziato ad aumentare, come sospinti da volontà propria ad avvicinarsi sempre più alla quota quattrocento. Un numero che al contempo seduce e spaventa.

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Meno Trenta – Sicilia coast to coast

La scorsa settimana è stato affrontato un primo allenamento, sui dolci Appennini.
Questa settimana un secondo allenamento li ha visti impegnati, in Piemonte.

Ripercorrendo i passi dei viandanti diretti a Santiago di Compostela, sfiorando nell’avvicinamento la Sacra di San Michele, fulcro dei pellegrinaggi di genti antiche e moderne.
E ricalcando, a ritroso, le orme che, si mormora, lasciarono gli elefanti di Annibale al loro ingresso nella penisola italica, passando proprio dal Monginevro.

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