La Via di Fuga

Soltanto camminando ci si può salvare

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Estate di San Martino

Il destino a volte è beffardo, si gira di scatto e ti osserva con un ghigno ambiguo sul volto, e sai che sta per prendersi gioco di te.

La ragazza ha passato una vita intera a scappare, ad allontanarsi da un passato in cui la realtà le tarpava le ali, densa come pece.
E’ fuggita lontano, lasciandosi alle spalle anni di reclusione in obblighi di monotonia. Sacrificando amicizie, tra le grida strozzate nel tentativo di scollarsi di dosso quel bollino dovuto alla provenienza, che la rendeva sempre qualcosa in meno, che la rendeva sempre qualcos’altro in più.
Un marchio a fuoco, impossibile da cancellare per quanti chilometri interponesse tra sé e il paese. Tra sé e quella montagna che si crede città, dove ha formato il suo intelletto e la sua persona in una fuga continua dentro libri e vite altrui, fingendo di essere altrove, agognando che, in verità, quel luogo nemmeno esistesse.

Mesi e anni passati a svicolare il ritorno, se non per poche ore, per un saluto veloce, senza un solo barlume di maliconia, senza mai un pentimento.
Se ne era andata. Era libera. Poteva finalmente esprimere il proprio essere, senza doverlo limitare a quello spazio stretto e angusto. Continue reading

HB Marie Curie

Parigi, Francia.

Un pomeriggio autunnale.
Le strade della città sono umide e imbiondite dalle foglie che cambiano colore.

Il Pantheon é gelido e spettrale, i marmi chiari in contrasto con i colori caldi della stagione.
Accanto all’altare una targa ricorda l’aviatore Antoine, il suo corpo mai più ritrovato, la sua vita sfumata dentro le ombre di un sogno, quello dove ha conosciuto un ragazzino biondo, possessore di un mantello e di un pianeta, fedele alla sua rosa ed ai suoi petali fragili. Continue reading

For security reasons.

Un’ennesima partenza, quando tutto è diventato differente nella sua vita.
Un abbandono, per certi versi. Una fuga da quello da cui non è più necessario scappare.

Lei e la solitudine estrema.
Nessun compagno di viaggio, ma in aereo condivide la prima fila con due ragazzi che girano il mondo in solitaria. E che le confidano le loro storie.
“Come fai a sapere che esiste Israele?”. Un popolo contraddittorio, fin dal primo minuto.

Un Natale in Palestina, nessuna tradizione, ma molte domande a cui dare una risposta.
Qualcuno di importante, circa 2000 anni fa, nasceva qui, in una Bethlehem ora contornata dai muri. E dai suoi graffiti.

Aida Camp.
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Aida Camp.

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Creta West.

Balos.

Un sentiero tra i campi di origano e le caprette. Il mare quasi a strapiombo sotto di noi.

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Rock the Casbah. (The Clash)

Dalla Spagna al Marocco, da Malaga a Tangeri. Emigrano al contrario.
In traghetto, assieme alle famiglie del posto, che rientrano a casa, nella loro terra.

L’accoglienza non è delle migliori, a domanda lei non ottiene risposta, si sento osservata. Quasi fossesporca.
Prendono una macchina e scappano verso sud, inseguendo l’oceano. Lasciandosi guidare dal susseguirsi di rocce e spiagge. Continue reading

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