Lei. Io.

Martina.

Sono nata in un paesino degli Appennini in provincia di Bologna, a cavallo tra l’Emilia e la Toscana.
Qui, complice una nonna vulcanica e piena di storie da raccontare durante una passeggiata o davanti al camino, è nata la mia passione per il camminare, per l’odore dei boschi e per il verde brillante delle foglie a primavera.

Mi sono trasferita in città, per laurearmi in Chimica Industriale, ed ho portato con me il desiderio di scoprire l’intorno un passo dopo l’altro.
Questo primordiale bisogno si è unito ad una passione smisurata per i viaggi: sbarcare lontano da casa ed immergersi in un paese differente come via di fuga quando la quotidianità immobile diventa soffocante.

Il camminare è sempre stato il mio modo per salvarmi.
Un passo dopo l’altro permette di allontanare le tensioni, di fare riaffiorare quelli che sono i miei desideri, che spesso la quotidianità affoga. Di liberare la mente, e restare sola con me stessa ad inventare storie con finali migliori, in cui il tempo è scandito dal ritmico battere dei piedi sul selciato.
Infinite volte ho percorso le strade rosse e gialle di Bologna. Di giorno in una festosità di persone e colori, e di notte, da sola, nel silenzio immobile della città addormentata.
Quando questo non è sufficiente, infilo gli scarponcini e torno sui miei Appennini, a calpestare sentieri antichi, protetta dagli alberi, riempiendomi dei loro racconti silenziosi.
Moltissime altre volte sono salita su un aereo, con una valigia di speranze, pronta a scoprire realtà diverse, ad assorbirne la magia nei pochi giorni che avrei potuto dedicargli ed a fare conoscenza con le persone che quotidianamente vi vivono.
A lasciare una parte di me lì, come pegno a un amore appena nato.

“Siamo fatti per camminare. Siamo stati selezionati per assorbire il senso dei nostri giorni all’andatura di tre miglia all’ora.”
(Paul Salopek)